Strumenti necessari per lo Smart Working – parte II

business analytics

Tra gli strumenti digitali necessari per uno smart working, dopo quelli esposti nella parte I, abbiamo altre app in cloud che, come ci suggerisce il termine inglese (nuvola), non sono localizzate su un singolo server ma funzionano tramite reti internet, consentendo di tagliare i costi relativi alla gestione di software e infrastrutture, azzerare i rischi di perdita e garantire l’accesso ai dati da qualsiasi luogo. Il secondo modulo applicativo permette l’analisi dei dati aziendali.

Un utilizzo che si può fare di questa applicazione riguarda l’efficienza operativa, con il monitoraggio degli indicatori relativi alle funzioni organizzative, rendendo possibile il miglioramento di una delle note dolenti del lavoro agile di questi tempi, che purtroppo viene ancora troppo spesso inteso esclusivamente come lavoro da casa, senza considerare le implicazioni che possono irrompere solo con un cambiamento culturale: quelle relative agli obiettivi condivisi, non alla postazione o alla quantità di lavoro.

Un altro utilizzo è quello della possibilità di condivisione con il team di dati grezzi e strutturati ma anche delle informazioni e dei significati che ne derivino, anche in chiave predittiva. E questo ci porta all’uso più promettente che si può fare di questi programmi modulari e integrabili, ancora per molti versi, a livello aziendale, abbastanza inesplorato: intercettare e rendere visualizzabili e interpretabili anche grandi moli di dati, per identificare, monitorare, analizzare, predire i risultati non solo in determinati cicli e per funzioni operative, ma per un intero processo. Naturalmente quest’ultima non è spesso un’implementazione da piccola o micro impresa ma, in questo caso, avere la possibilità di scalare successivamente verso soluzioni più innovative senza partire con costi eccessivi e senza preclusioni, non è male.